Poesie

Poesie, filastroche e  canzoni

La tartaruga sprint

“…È una calamità! Il re leone, per evitar macelli, Ha fatto mettere un sacco di cartelli: «Vietato sorpassare» «Proibito parcheggiare»…”
Zecchino d’oro, 15° Edizione (1973), canta: Ada Lalovich, testo: Valdi, musica: Alberto Testa, edizione: Cervino.
Video 1973: https://youtu.be/64BypPgqVTs

ARIA CI SEI…

Aria, ci sei
ma sei trasparente
e non ti vedo per niente.
Aria, mi mantieni in vita
perciò devi essere pulita.
Come posso aiutarti
a disinquinarti?
Dirò ai miei cugini
di usare meno i motorini.
Suggerirò alla zia Nicoletta
di spegnere la sigaretta
e poi mi impegno
a piantare un albero
in giardino:
lo farò fare
anche al mio vicino
e insomma
la mia generazione
risolverà questa situazione
e l’aria intorno
al nostro pianeta
sarà un’aria più discreta.

Martina Forni ed Elena Ballandi
, Scuola Italo Calvino, Trebbo di Reno (BO) Insegnante: Rosanna Bonafede
http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/primo- piano/2003/allegati/Quadernoeducazionemobilitsos ternibile.pdf

Filastrocca dell’aria

Vado girando col naso all’aria
Faccio discorsi campati in aria
Appena posso sto a pancia all’aria
Gioco a buttare le cose in aria
Se non ci sei, aria mi manchi
E gli occhi miei diventano tristi
Se sei viziata, aria mi stanchi
Ma se sei buona, grazie che esisti
Apro la bocca senza paura
Mi piaci fresca, mi piaci pura
Aria respiro e motore di vento
Aria accarezzami, che mi addormento.

Sabrina Giarratana
Questa filastrocca è tratta dal libro “Amica Terra” pubblicato nel Giugno 2008 – Editore Fatatrac – Collana “Foglie d’album”.
http://www.filastrocche.it/contenuti/filastrocca-dellaria/

LA CITTA’ DEI BAMBINI

La notte sogno una bella città
con tutte quante le comodità
fatta di grandi insieme ai bambini
con anche il mare e cento giardini,

con anche il mare e cento giardini.

Gusti italiani,
profumi francesi,
ritmi africani e sguardi cinesi.
Se c’è qualcuno che ha qualcosa da dire
in questa città si potrà sentire.

in questa città si potrà sentire.

Scusi! E’ soltanto una curiosità.
Come si arriva in questa città?
In bicicletta o in mongolfiera
poi si va in giro fino alla sera
e c’è chi arriva anche con un motore
purché non puzzi e non faccia rumore.

Purché non puzzi e non faccia rumore.

Eccola qua la nostra città
e chissà quando la si troverà.

Eccola qua la nostra città
e chissà quando la si inventerà.

C’è il farmacista,
il fabbro e il fornaio
e anche un frate che non porta il saio.
A mezzanotte, dentro una tazza,
ognuno una storia porta giù in piazza.

ognuno una storia porta giù in piazza.

Scusi! E’ soltanto una curiosità.
Che fanno i grandi in questa città?
I grandi ci sono ma molto occupati
a buttar via confini e steccati.
Poi si sa devono anche studiare
se un giorno bambini vorran diventare.

Se un giorno bambini vorran diventare.

Eccola qua la nostra città
e chissà quando la si troverà.

Eccola qua la nostra città
e chissà quando la si inventerà.

(Enrico Strobino)

cantato dal Coro Calicantus:
https://www.wikivideo.eu/it/youtube.php?id=D7BfjlPoHus

UNA CITTA’ PERFETTA

Filastrocca della città perfetta
dove nessuno va mai di fretta,
se si è in ritardo c’è la bicicletta
perché ogni macchina è stata costretta
a starsene ferma un po’ dove le pare
tanto nessuno la può più guidare,
così non c’è traffico, non c’è rumore
già questo ti mette di buonumore
specie al mattino quando scendi in strada
e non ci trovi neppure una coda,
esclusa la fila di ragazzini
davanti al negozio di pasticcini.

Resta solo un’auto abbandonata
che però ormai è stata scambiata
per comoda cuccia dai gatti randagi
che in processione come re Magi
ogni sera in cui piove o tira vento
vanno e s’ammucchiano tutti là dentro.

E’ una città così straordinaria
che per respirare la sua buona aria
scendono genti dalle montagne
migrano rondini e a volte cicogne.

Ci sono giardini, ma proprio belli
con fiori, alberi e canti d’uccelli
e fontane d’acqua così trasparente
che quando le guardi non vedi niente.

E là i bambini decidono loro:
“Caro babbo, oggi niente lavoro,
smettila adesso di sfogliare il giornale
io son cacciatore, tu fai il cinghiale,
invece tu mamma stai ben nascosta
che io faccio il sub, e tu l’aragosta”.

Non ci son soldi nella città perfetta
per pagare basta una barzelletta,
con una storia un po’ divertente
ti compri un etto di cacao fondente
e combinando uno scherzo riuscito
riesci a acquistare un cannolo farcito.

E ovunque c’è aria di felicità:
vorrei proprio viverci in quella città!

Pubblicato da Viola (la bimba) e Alberto (il babbo)
http://filastrocchediviola.blogspot.it/2008/01/una- citt-perfetta.html

La città che vorrei

Vorrei vorrei vorrei
Una città speciale
dove i bambini
possano liberamente:
giocare, sognare,
studiare e mangiare.
Una città senza guerra,
senza povertà,
senza cattiveria,
dove ognuno possa trovare:
una casa dove stare,
un amico da amare e
un lavoro per campare.
Per poterla completare
servirebbero macchine volanti
per il traffico evitare,
ufo, razzi ad energia solare
per poter ovunque arrivare.
Così proprio la vorrei
la città dei sogni miei,
una città sempre vestita a festa
così bella da far girar la testa.

(VA Franceschi)
http://blog.edidablog.it/edidablog/bitbit/2010/03/09/la-citta-che-vorrei/

Il diritto alla strada

Il diritto alla strada,
alla piazza, alla contrada
è un diritto che sta svanendo
come il fumo del camino spento.
Quante giochi e quanto conte
per la strada e pur sul ponte
si possono fare e inventare
per crescere e giocare.

“Una gallina zoppa
quante penne tiene in groppa?
Ne tiene ventiquattro,
uno, due, tre, quattro”.

“Ho mangiato le ciliege
le ho mangiate
in compagnia:
guai a te se fai la spia.
Spia uno,
spia due,
spia tre.
A star fuori tocca a te”.

Con queste conte
fra frutti e fronde
il mio augurio
è che questo buongiorno
riporti un po’ di strada
a tutti i bimbi del mondo.

(Alberta Rossi)

 

Il diritto alla strada

Il diritto alla strada,
alla piazza, alla contrada
è un diritto che sta svanendo
come il fumo del camino spento.
Quante giochi e quanto conte
per la strada e pur sul ponte
si possono fare e inventare
per crescere e giocare.

“Una gallina zoppa
quante penne tiene in groppa?
Ne tiene ventiquattro,
uno, due, tre, quattro”.

“Ho mangiato le ciliege
le ho mangiate
in compagnia:
guai a te se fai la spia.
Spia uno,
spia due,
spia tre.
A star fuori tocca a te”.

Con queste conte
fra frutti e fronde
il mio augurio
è che questo buongiorno
riporti un po’ di strada
a tutti i bimbi del mondo.

(Alberta Rossi)

 

Filastrocca del piccolo gesto importante

Un piccolo gesto è una pietra preziosa
cela un segreto che è molto potente
qualcosa accade, se tu fai qualcosa
e niente accade, se tu non fai niente.

Basta un secchiello a vuotare il mare?
Basta una scopa a pulire la città?
Forse non basta, ma devi provare
se provi, forse, qualcosa accadrà

È un gesto inutile, ma non importa
piccoli gesti hanno forza infinita
se ognuno spazza davanti alla porta
la città intera sarà pulita.

(Bruno Tognolini)
http://www.peldicarota.it/blog/bruno-tognolini-carte-blanche-6
Tratta da LE POESIE DEL RISPETTO”, promossa come parte del progetto La città civile

 

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