Il progetto 95

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Azioni contro l’inquinamento atmosferico per una città sana e giocabile

Se respiraste l’aria di Torino stando a 95 cm – l’altezza media di un bambino di 3 anni in buona salute – cosa fareste di diverso?

 

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Mettendo insieme le nostre diverse competenze realizzeremo un progetto-pilota nella città di Torino nel periodo giugno 2017-marzo 2018, grazie al sostegno economico della Bernard van Leer Foundation. Siamo stati scelti come uno dei progetti vincitori del loro bando Urban95 Challenge competition.

Il bando Urban95 poneva una domanda semplice: “se guardaste la città stando a 95 cm – l’altezza media di un bambino di 3 anni in buona salute – cosa fareste di diverso?

Perciò la prima domanda che ci siamo posti è stata: a Torino che aria respira un bambino all’altezza di 95 cm?

CREDIAMO CHE I NOSTRI BAMBINI ABBIANO IL DIRITTO DI RESPIRARE ARIA PULITA!!

Fai qualcosa e unisciti a noi per aiutare a migliorare a rendere l’aria dei nostri quartieri più respirabile e a mitigare gli effetti negativi dell’esposizione dei bambini all’inquinamento dell’aria.Vogliamo fare ricerca con i cittadini, sperimentare, inventare insieme soluzioni, creare consapevolezza e implementare un piano d’azione che si traduca in cambiamenti reali.

 

Il team:

Iniziato da Elisabetta Forni e Mirjam Struppek, il team di cheARIArespiro95 si è arricchito delle competenze di Chiara Carlucci, Raffaella Dispenza, Angela Nasso, Emanuele Negro. Negli ultimi anni i componenti del team sono stati impegnati in processi partecipativi che hanno coinvolto la cittadinanza e le autorità amministrative locali. Sono professionisti in vari settori relativi all’infanzia, alle scienze urbanistiche e ambientali. Li accomuna una profonda preoccupazione per l’inquinamento della loro città, Torino e la convinzione che il ‘diritto alla città’ debba essere assicurato particolarmente ai bambini.

  • Chiara Carlucci, architetto: progettazione urbana per e con i bambini;
  • Raffaella Dispenza, architetto: progettazione urbana e processi partecipati;
  • Elisabetta Forni, sociologa: il bambino urbano e il diritto alla città;
  • Angela Nasso, architetto: progettazione urbana e processi partecipati;
  • Emanuele Negro, fisico: ambiente e sostenibilità;
  • Mirjam Struppek, urbanista: trasformazione sostenibile degli spazi pubblici.

 

I nostri partners sono:

Comune di Torino: Assessorato Ambiente, Urban Center Metropolitano e Senior Civico

Consorzio Xké? Zerotredici: Spazio ZeroSei

Esperti esterni:

Giovanna Berti, Mauro Grosa, Nico De Leonardis, Beppe Piras, Gianluca Matteucci

Il supporto tecnico ci è dato da:

ARPA Piemonte, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.

Finaziato da:

Bernard van Leer Foundation

 

Il contesto

Guardando il problema dell’inquinamento atmosferico secondo l’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (IREA), per la Città di Torino la causa principale della componente primaria del particolato è il trasporto su strada, responsabile per circa l’82% della presenza di tale inquinante, la cui genesi è dovuta soprattutto alle emissioni dei veicoli.

Gli effetti sui bambini delle componenti nocive rilasciate nell’aria (CO2, PM10, PM2.5) sono particolarmente gravi in ragione:

a) della maggior concentrazione delle polveri al livello del suolo fino ad 1 mt di altezza, ossia dove stanno i bambini dagli 0 ai 5 anni, che siano trasportati in passeggino o a piedi o in automobile (nel cui abitacolo si rilevano in assoluto le peggiori concentrazioni di polveri);

b) degli effetti immediati sulla salute sotto forma di asma, bronchiti, polmoniti;

c) degli effetti di insufficienza respiratoria cronica che l’inquinamento atmofrerico produce quando i bambini sono regolarmente esposti agli agenti nocivi e a causa dei quali il loro apparato respiratorio non si potrà sviluppare regolarmente e adeguatamente;

d) della correlazione, evidenziata da molti studi, tra prolungata esposizione e insorgenza di tumori ai polmoni.

L’obiettivo

L’obiettivo del progetto è sperimentare e valutare un approccio finalizzato a ridurre i danni dell’inquinamento sui bambini compresi nella fascia d’età 0‐5 e durante lo sviluppo prenatale. Se la sperimentazione otterrà risultati positivi, potrà essere impiegata dalla Amministrazione cittadina, partner del progetto, per implementare e diffondere le pratiche in essa contenute.  Cosa vogliamo…

Le azioni

Si tratterà di azioni che riguarderanno simultaneamente i fattori materiali e quelli culturali che influenzano negativamente la situazione. La variabile culturale gioca infatti un ruolo altrettanto cruciale di quella materiale nell’influenzare i comportamenti individuali e quindi nello sviluppare una consapevolezza civile. Se cresce la consapevolezza degli effetti positivi per tutti i cittadini della mobilità ‘verde’ e se si parte dai bambini e dalle loro famiglie per dimostrare concretamente cosa si può fare, si presume sia più facile ottenere il consenso e la collaborazione dell’intera cittadinanza .

Supportati da educatori, esperti, genitori e volontari i bambini saranno creatori di messaggi informativi di alta efficacia comunicativa, attivi esploratori dei loro ambienti di vita (esterni ed interni) e delle loro criticità, sperimentatori di pratiche alternative di mobilità e di strategie consapevoli di utilizzo di percorsi casa-scuola meno inquinati, protagonisti e testimoni di come si possano ottenere risultati importanti con piccoli interventi che modificano le cattive abitudini individuali e che trasformano gli spazi pubblici urbani (strade, slarghi, piazzuole) in luoghi più sani e giocabili. Una macro-azione specifica del progetto riguarderà inoltre la comunicazione e l’informazione sui dati di monitoraggio ambientale raccolti e la diffusione dei documenti elaborati durante l’attuazione del progetto. Cosa facciamo…

L’area di intervento

L’area della sperimentazione da noi individuata si colloca nel quartiere Vanchiglia, e prevede il coinvolgimento di una scuola materna le cui caratteristiche spaziali siano rispondenti ai requisiti necessari (ingresso su strada ad alto volume di traffico, affacci laterali meno esposti, bacino di utenza diversificato).

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