2° workshop con i bimbi della scuola Rodari

Un breve resoconto del secondo laboratorio creativo con i bambini della Scuola dell’Infanzia G. Rodari nel quartiere Vanchiglia a Torino.

Mentre nel primo ciclo di workshop a Dicembre abbiamo parlato di aria, durante il secondo il tema principale è stato lo spazio pubblico e la città, percorribile e giocabile, fatta con e per i bambini; crediamo fortemente che un approccio a misura di bambino alla pianificazione urbana è fondamentale per la creazione di città più inclusive e che funzionino meglio per tutti.
Il secondo ciclo di laboratori si è svolto in tre incontri, il 29 – 30 gennaio e il 5 febbraio 2018, e ha avuto lo scopo di stimolare la conoscenza della propria città, a partire dal quartiere, e incoraggiare i bambini ad immaginare ciò che non c’è ma che potrebbe esserci. Il laboratorio ha coinvolto i bambini di 5 anni di 3 sezioni della scuola materna Rodari e le loro maestre; insieme abbiamo creato delle installazioni per la festa finale del progetto che si terrà il 21 marzo nel quartiere Vanchiglia.

29.01.2018 – LA CITTÀ A 95 CM DA TERRA – UNA GITA NEL QUARTIERE

Che cosa percepiscono della città i bambini vedendola alla loro altezza? che cosa si aspettano di scoprire dietro ad ogni angolo? Abbiamo introdotto il laboratorio con una passeggiata nei pressi della scuola dell’Infanzia G. Rodari cercando di vedere i luoghi all’altezza del loro sguardo.

Durante la passeggiata siamo stati accompagnati dal supereroe, una sagoma di una bambina, che ha ripreso tutto il percorso con una telecamera nascosta dietro un occhio magico e posizionata ad un’altezza di 95 cm da terra.

Scopo della giornata è stato quello di produrre un video ad altezza bambino e condividere riflessioni e sguardi durante il percorso e con una piccola discussione collettiva.

Per verificare la presenza del inquinamento dell’aria lungo tutta la camminata abbiamo preso con noi il misuratore di polveri sottili PM2.5. Il percorso seguito dalla passeggiata è stato:

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Due fermate tematiche durante il percorso, una dedicata allo spazio della città e una dedicata alla qualità dell’aria, si sono susseguite articolate sulla base di domande guida. “Da che cosa è formata la città?”

Nell’area pedonale di via Balbo e nella piazza del mercato Santa Giulia ci sono stati due momenti di confronto sul tema della città vista dagli occhi dei bambini. Prima abbiamo spiegato cosa facciamo con il misuratore di polveri sottili e come spesso è inquinata l’aria della nostra città. Poi abbiamo chiesto di guardarsi intorno e di dirci da cosa è formata la città: “da musei”, “da pietre, sassi ed erba”, “a me piacciono i fiori” “e piu divertente sdraiarsi sull’erba” “da macchine”, “da cortili dove giocare”, “da cantieri”, “da marciapiedi”, “dal mercato dove far la spesa”.  In Piazza Santa Giulia abbiamo anche registrato delle piccole interviste:

” Per strada però non c’è tanto spazio per giocare!” ha replicato un bambino.“Sarebbe molto bello giocare qui sulla piazza!” “Potrei fare un pic-nic qui per terra”.

Che cosa vorresti nella tua città, nel tuo quartiere? Cosa possiamo chiedere ai ‘signori che progettano la città’? “Vorrei pezzi di natura”, “io vicino alla mia scuola vorrei un mare gigante!”, “io una piscina”, “vorrei giocare con la sabbia”, “vorrei un posto dove fare un pic-nic”, “un posto dove giocare”.

Alla fine del percorso i bambini sono stati coinvolti nella scelta del nome per il supereroe che li ha accompagnati nella passeggiata. I bambini hanno anche trovato il nome perfetto per il supereroe: Ariella che difende l’aria bella!

30.01.2018 – LA CITTÀ PERCORRIBILE ED ESPLORABILE

Con la FILASTROCCA DEL PICCOLO GESTO IMPORTANTE, il team cheARIArespiro nel secondo giorno di Laboratorio ha introdotto il tema della città percorribile ed esplorabile

Affinchè la città si occupi dei bisogni di tutti, ed in particolare di quelli dei bambini, l’intero ambiente deve essere per loro accessibile. La pianificazione urbana a misura di bambino per essere efficace dovrebbe coinvolgere bambini, genitori e una più ampia comunità di riferimento in un processo di co-creazione e di ripensamento della spazio pubblico. A partire da questo assunto il primo passo è dunque ascoltare le esigenze dei bambini e guardare la città dal loro punto di vista.

Partendo da questa idea, abbiamo realizzato con i bambini delle maschere e degli occhiali da posizionare su dei bastoni alti 95 cm da terra; “i grandi”, per guardarci dentro, dovranno dunque abbassarsi all’altezza del visore. Chissà se gli adulti, guardandoci attraverso per esplorare cosa vedono, capiranno meglio come intervenire sulla città per farla divenire più a misura di bambini.

Abbiamo anche costruito delle sagome, disegnandole su dei cartoni dove i bambini stavano sdraiati. Diventeranno segnali stradali utili a fare attenzione ai bambini quando percorrono la città.

Ecco a voi il risultato! Mascherine e visori attraverso i quali gli adulti dovranno guardare la città il giorno della festa del 21 marzo a Vanchiglia:

05.02.2018 – LA CITTÀ GIOCABILE – LA SCATOLA DEI DESIDERI

Per l’ultimo giorno di laboratorio abbiamo accolto i bambini raccontando loro la storia di Alex e Lia, due bambini che avevano trovato una chiave magica capace di aprire una scatola dei desideri. Questo scrigno magico era nascosto nella piazza di un castello abitata da un drago che amava l’odore del fumo, del fuoco e del gas di scarico ma era terrorizzato dai bambini felici, dal verde degli alberi e da giochi di ogni tipo; l’unico modo per fare scappare il drago e trovare la scatola dei desideri che nascondeva, era dunque riempire di sorrisi, alberi e giochi la piazza vuota e triste del castello.

Lo scopo della storia è stato quello di incoraggiare i bambini ad immaginare uno spazio pubblico più a loro misura e a partire dai loro desideri; un po’ come quello che dicevano di desiderare durante la loro gita nel quartiere: “vorrei un posto dove fare un pic-nic”, “un posto dove giocare”.

I bambini, catturati dalla storia, si sono dati da fare per far scappare il drago costruendo alberi di cartone, fiori colorati, elementi di gioco e altro ancora.

In questo modo i bambini hanno potuto entrare nella piazza del castello senza timore: i giochi realizzati avevano fatto scappare via il drago e così hanno raggiunto la scatola dei desideri che era nascosta sotto un velo.

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Essa conteneva un desiderio per ogni bambino: immagini di città e di spazi pubblici giocabili e a misura di bambino, elementi desiderabilida riproporre in occasione della festa di primavera del 21 marzo a Vanchiglia.

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Tutti gli elaborati dei bambini prodotti nei due cicli di laboratori saranno esposti in una mostra durante la festa finale del progetto il 21 marzo.
Siete tutti invitati!

Grazie alle bambine e ai bambini, alle maestre e alle tirocinanti e i volontari del progetto Senior Civico della Città di Torino che hanno partecipato al nostro secondo workshop! E’ stato molto divertente!

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A spasso nelle strade di Vanchiglia

29.01.2018 – Una gita coi bambini della scuola Rodari verso piazza Santa Gulia

La città e l’aria a 95 cm da terra

Guardiamo attraverso gli occhi del nostro supereroe!

Al 1° giorno del nostro secondo workshop con le bambine e i bambini di 5 anni della Scuola dell’Infanzia G. Rodari abbiamo fatto una gita per vedere cosa c’è vicino alla scuola per familiarizzarsi con le criticità dell’ambiente urbano e con la qualità dell’aria. Volevamo esplorare cosa vedono e come stanno i bambini nel quartiere Vanchiglia con l’aiuto del nostro supereroe e con una telecamera nascosta dietro il suo occhio magico.

Ecco il video fatto con il supereroe “Ariella” ad un’altezza di 95 cm:

 

E che aria abbiamo respirato?

Il sole splendente della mattinata sembra promettere bene e garantire una buona qualità dell’aria ai bambini/e nella loro camminata attorno alla scuola. Sarà proprio così?

E venuto anche Elisabetta Terigi del telegiornale RaiNews– guardate il Il video di TG Piemonte Edizione delle 14.00, 29.01.2018:

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Abbiamo allora preso con noi il misuratore di polveri sottili PM2.5 per verificarne la presenza lungo tutta la camminata. Il percorso si è svolto lungo via Buniva, via Balbo, p.zza Santa Giulia, v.S. Giulia e poi c.so Regina Margherita per rientrare a scuola. In media abbiamo respirato lungo il percorso 34 microgrammi/m3 di PM2.5 (ricordiamo che il limite massimo di legge è 25 microgrammi/m3 in media annua) con punte fino a 72 microgrammi/m3. Guardando i valori delle polveri sottili direttamente sulla mappa ci siamo accorti che, come prevedibile, lungo il corso Regina questi erano più alti, ma anche che, curiosamente, hanno raggiunto il loro valore più alto proprio in p.zza Santa Giulia, in quel momento con poco traffico. Cosa è successo? Un cantiere ed una ruspa al lavoro!

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Insomma, siamo stati fortunati per il sole, abbiamo respirato un’aria relativamente buona (la stazione dell’ARPA Rubino, che misura gli stessi valori, indicava 59 microgrammi/m3 a quell’ora, superiori ai nostri 34), ma ci siamo anche resi conto che nell’ambiente urbano si incontrano fonti di emissione di polveri sottili diverse dal traffico, anche quando ci crediamo al sicuro!

I dati completi, misurati lungo il percorso possono essere consultati su questa mappa:  http://aircasting.org/s/xnee5

 

1° workshop con i bimbi della scuola Rodari

Un piccolo resoconto del nostro primo laboratorio creativo con i bambini della Scuola dell’Infanzia G. Rodari nel quartiere Vanchiglia a Torino.

Il laboratorio sui temi della qualità dell’aria, della città fatta per i bambini e sulla mobilità sostenibile si è svolto il 4-5-6 dicembre e ha avuto lo scopo di creare coi bambini dei poster da affiggere in città per informare meglio e chiedere agli adulti di essere più responsabili verso i più piccoli e il loro benessere. Il laboratorio ha coninvolto i bambini di 5 anni di 3 sezioni della scuola materna Rodari e le loro maestre.

04.12.2017 – CHE COS’E L’ARIA – CHE ARIA RESPIRIAMO?

Il primo giorno del Laboratorio abbiamo introdotto il tema dell’aria ai bambini con la filastrocca ARIA CI SEI…

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Vari esercizi di respirazione e di sperimentazione con oggetti quali palloncini, bolle di sapone, girandole, sacchetti di carta da gonfiare e poi scoppiare, fischietti, pluriball film e giostre mosse dall’aria prodotta dal calore delle candele hanno aiutato i bambini a dare un’immagine all’aria trasparente che ci circonda, che copre tutti gli spazi vuoti intorno a noi. Ma l’aria non è sempre trasparente e pulita: attraverso due immagini della città di Torino vista dall’alto i bambini non hanno fatto a meno di notare un cielo pulito e terso con sullo sfondo le montagne innevate nella prima; un cielo grigio, accompagnato da una fitta striscia di polveri nell’altra e in questa seconda foto non si vedeva nulla sullo sfondo.

 

Suggestionati dalle immagini hanno iniziato a domandarsi cosa sporca l’aria e come la si può pulire; dopo una discussione approfondita, i bambini, divisi in due gruppi, hanno disegnato chi l’aria pulita chi quella sporca di smog, aggiungendo commenti quali: “lo smog è quella cosa che esce dalle macchine e puzza”, “ha un odore di benzina”, oppure: “la pioggia spazza via tutto lo smog”.

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L’aria pulita e l’aria sporca:

 

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05.12.2017 – SE FOSSI IO A FARE LA CITTÀ

Con la filastrocca UNA CITTA’ PERFETTA, il team ‘cheARIArespiro‘ nel secondo giorno del Laboratorio ha introdotto il tema della città, composta da elementi naturali e artificiali.

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Distesi sul pavimento, i bambini sono entrati nel “mondo città” attraverso l’ascolto di un audio che ne ha riprodotto i rumori.

Bambini, diteci cosa sentite!

Un camion”, “un aereo”, un campanello della bici”, un clacson”, “le campane di un campanile”, “un treno, “gli uccellini”, dei passi sui sassi”, “un’ambulanza”, “i pompieri”!

Poi è iniziato un gioco il cui scopo era quello di sviluppare la capacità del bambino di osservare il mondo che ci circonda, imparare a distinguere gli elementi naturali da quelli artificiali, domandarsi se anche in città ci sono elementi naturali e se si può giocare in città: “io gioco nel parco, ma non c’è uno scivolo e se c’è la neve facciamo le palle”… “mia mamma non ci lascia giocare sulla strada perché ci sono le macchine! È pericoloso”.

 

IIl gioco è continuato con la domanda: “Ma se foste voi a costruire la città, come la vorreste?”

Uno striscione lunghissimo con il disegno della città di Torino in bianco e nero era lì sul pavimento in attesa di ospitare le suggestioni dei bambini dopo la conversazione effettuata tutti insieme seduti per terra. I bambini hanno arricchito lo skyline iniziando a
dipingere da un lato com’ è sporca oggi la città reale e dall’altro estremo del foglio come sarebbe pulita e bella la città dei loro sogni.

 

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Ne è uscito un affresco bellissimo e molto suggestivo. La città pulita e la città sporca:

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06.12.207 – OGGI POTETE DIVENTARE I NOSTRI POSTERHEROES!

L’ultimo giorno del Laboratorio è iniziato con i bambini che, seduti sul pavimento e indossando delle mascherine anti-smog, hanno ascoltato la canzone LA TARTRARUGA SPRINT, un elogio della lentezza e della vita in armonia con la natura.

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È stato poi fatto un piccolo sondaggio per capire come i bambini sono arrivati quella mattina a scuola (8 in auto, 7 a piedi, 1 in bici ed 1 in bus) e si è ragionato su quali sono i mezzi di trasporto che inquinano di più e sui comportamenti quotidiani che possiamo adottare per risolvere i problemi che riguardano la nostra città. Dopo aver racontato dal concorso Posterheroes dell’associazione torinese PLUG abbiamo mostrato alcuni poster e spiegato come sono strutturati.  È stato loro annunciato che quella mattina sarebbero diventati i nostri posterheroes, disegnando degli eco-poster con slogan sull’aria pulita.

 

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E’ così che i bambini hanno iniziato ad inventare e disegnare, producendo 6 bellissimi eco-posters. L’idea che gli eco-poster sarebbero stati diffusi nel quartiere li ha fatti sentire carichi di responsabilità e orgogliosi di quello che stavano facendo.

 

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“Non laciate l’auto dove vogliamo gioccare!”, “Buttiamo le chiavi dell’auto”, “Se a scuola voglio andare la bici è meglio usare”, “Salviamo la città caminando”, “Non ci piace l’aria sporca”, “In bus tanti bambini! Una città più pulita!”

 

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Grazie ai bambini, alle maestre e alle tirocinanti che hanno partecipato al nostro primo workshop! E’ stato molto divertente!

Laboratorio con i bambini – la storia dei caldi profumi

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Posso combattere l’inquinamento mangiando una mela?

Resoconto del nostro laboratorio per bambini in collaborazione con Spazio ZeroSei:

“In una bellissima città fatta di colori tutti gli abitanti nascevano con un caldo profumo dentro di sé. A volte questo profumo era giallo come il sole, altre rosso come le fragole e altre ancora verde come l’erba. In questa città tutti erano felici ma, un brutto giorno, arrivò un mostro cattivo che portò con sé un mondo di odori tutti di color grigio e nero. La città divenne triste e solo l’arrivo della fatina dei colori e dei caldi profumi restituì il sorriso agli abitanti della città.”

 

(Illustrazioni di Anton Gionata Ferrari dalla storia “la favola dei Caldomorbidi” di Claude Steiner”)

Questa è la storia dei caldi profumi, raccontata con disegni e parole nella Stanza degli Specchi dalle educatrici dello Spazio ZeroSei, accogliendo i bambini in un mondo fatto di aria, prima pulita, poi sporca e poi, per finire, ancora una volta pulita.

Poco più tardi, nella Stanza dei Colori, i bambini hanno potuto manipolare frutta e verdura; e ormai entrati nel tema dell’aria pulita affermavano “questo cavolfiore sembra un piccolo albero”, “ la carota tagliata sembra un sole”, “il peperone invece una nuvola”. I frutti e la verdura, tra le mani dei bambini, hanno acquistato ricchezza e potenzialità, regalando al bambino immagini nuove e diventando prima qualcosa da scoprire, poi strumento per colorare.

 

Ma come colorereste una città che si è sporcata? E come si sporca l’aria? Possiamo pulire l’aria? “Coloriamo tutto grigio e nero”, “l’aria sporca e malvagia la coloriamo con la cipolla perchè puzza”, “il motore è molto potente e cattivo e sporca l’aria”, “la scopa non è lunga come il cielo, non posso pulire l’aria con la scopa”, “proviamo a pulirla con la pioggia”, “ e dopo la pioggia c’è un bel profumo”. Allora la pioggia è il bagnetto dell’aria!

Chi di voi sa andare in bici? “Io so pedalare con le rotelle!” Ma se piove andate in bici lo stesso?  “No, cade gui a testa pioggia!” Oh, guardate queste immagine, cosi si puo andare in bici anche sotto la piogga. “E una bici con tessuto.” ” I bambini vanno a scuola in macchina o a piedi,” “la macchina della mia mamma fa BRUUUM, a me piace, è veloce.” Anche se puzza? “Ho dipinto una macchina a forma di mano!” E le ditta sono come le gambe, che vanno veloce a piedi. Ma potete  immaginare una città senza macchine?

 

Lasciandoci guidare dalle suggestioni dateci dai bambini abbiamo creato dei disegni bellissimi con la tecnica delle tempere e i timbri di frutta. Abbiamo iniziato dall’aria sporca e dai suoi colori: il grigio, il nero e il rosso del fuoco; poi un bambino è intervenuto: “è cattiva questa città, facciamone una bella, tutta pulita, non la voglio sporca!”.

E come nella storia de I Caldi profumi, anche il laboratorio Posso combattere l’inquinamento mangiando una mela ha un lieto fine. Colori più vivaci, come l’arancione delle albicocche, il giallo del peperone, il verde degli alberi e l’azzurro dell’acqua per pulire l’aria, hanno dato forma ad un dipinto bellissimo che i bambini hanno creato con le loro stesse mani. Dopo i bambini hanno potuto fare l’esperienza di pedalare con la forza delle loro stesse gambe sulle due installazioni ciclistiche di Spazio ZeroSei.

Coinvolgere tutti i ricettori sensoriali dei bambini è stato molto importante, perché, accompagnati dal gioco favoriscono la memorizzazione; e un giorno, anche lontano, ricorderanno quanto era bella la città dei caldi profumi.

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Posso combattere l’inquinamento mangiando una mela?

Resoconto del nostro workshop il 10 giugno 2017 con genitori in collaborazione con Spazio ZeroSei

GLI OBIETTIVI DEL WORKSHOP CON I GENITORI DEL 10 GIUGNO SONO STATI:

  1. Far emergere idee, preoccupazioni ed eventuali luoghi comuni sul tema dell’inquinamento dell’aria.
  2. Dare informazioni corrette rispetto all’inquinamento dell’aria in generale e sulla situazione di Torino consultando i dati e le informazioni fornite da tecnici del settore.
  3. Spiegare i comportamenti individuali in grado di influenzare lo stato della (cattiva) qualità dell’aria ed eventualmente esplorare le motivazioni per cambiarli.
  4. Motivare alla costruzione di possibilità di cambiamento per rendere più vivibile per i bambini lo spazio pubblico della città (vie, slarghi, spiazzi, piazze, giardinetti, ecc.).

STEP 0 – INTRODUZIONE E PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

In questa fase di lavoro è stato dato il benvenuto ai partecipanti anche a nome della Città di Torino, sono state presentate le finalità del progetto da parte del gruppo di lavoro, è stata evidenziata l’importanza di conoscere il fenomeno della qualità dell’aria per poter adottare comportamenti più sostenibili e infine è stato illustrato il metodo di lavoro per la gestione del workshop.

STEP 1 – RACCOGLIAMO LE NOSTRE PERCEZIONI SUL TEMA INQUINAMENTO DELL’ARIA E SUGLI IMPATTI SULLA SALUTE

Questa prima parte del workshop è servita a raccogliere le idee dei partecipanti rispetto ad alcuni aspetti della problematica inquinamento dell’aria, sollecitandoli a partecipare sullo stimolo di una domanda semplice, aperta e centrata sul tema chiave del progetto.

1. CHE COS’È LO SMOG? – BRAINSTORMING DI RISCALDAMENTO

Le associazioni spontanee di idee e concetti, trascritte sui foglietti adesivi e riportate sul tabellone, rimandano a problemi di fondo diversi ma fortemente collegati tra loro.

Alcune esprimono sensazioni (grigio, sporco, polveri, aria che soffoca), altre concetti più tecnico-scientifici generali (polveri sottili, aria inquinata, particelle nell’aria) e di carattere medico-sanitario (malattie, allergie), altre ancora indicano una possibile causa dello smog (automobile), altre infine associano lo smog alla negazione di diritti fondamentali legati all’aria (come bene comune, come diritto al futuro per i nostri bambini).

2. QUAL È SECONDO TE LA PRINCIPALE FONTE DI INQUINAMENTO DELL’ARIA LEGATA ALL’ATTIVITA’ UMNA ?

(In questa e nelle domande che seguono sono state utilizzate, a supporto della discussione, anche schede con domande e risposte chiuse e aperte)

  • Le industrie
  • Il riscaldamento
  • I trasporti
  • Le attività domestiche
  • L’attività agricola

La convinzione prevalente è stata che la principale fonte di inquinamento sia il traffico veicolare, seguito dal riscaldamento.

3. L’INQUINAMENTO DELL’ARIA A TORINO è GENERALMENTE MAGGIORE IN ESTATE O IN INVERNO? 

La sensazione più diffusa emersa dalle risposte è che l’inquinamento sia maggiore d’estate, ma anche su questo ci sono incertezze sulle quali chiederemo poi l’intervento degli esperti.

4. NEGLI ULTIMI 20 ANNI SECONDO VOI L’INQUINAMENTO DELL’ARIA A TORINO è:

  • Diminuito
  • Aumentato
  • Stabile

La convinzione che sia aumentato è quella prevalente.

5. QUALI IMPATTI NEGATIVI HA L’INQUINAMENTO DELL’ARIA SULLA SALUTE?
(la discussione è libera e viene sintetizzata così sul poster):

Dai partecipanti presenti sono stati citati casi, sperimentati in famiglia o conosciuti, di disturbi respiratori, allergie e disturbi cardiovascolari.

STEP 2 – QUALI AZIONI POSSIAMO ATTUARE PER PROVARE A CONTRASTARE L’INQUINAMENTO DELL’ARIA E RENDERE TORINO UNA CITTÀ PIÙ SANA E GIOCABILE?

1. PER PROTEGGERE MEGLIO TUO/A FIGLIO/A DALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO SECONDO TE DOVRESTI:

  • Tenere le finestre di casa sempre chiuse
  • Portarlo/a a giocare in parchi gioco ricchi di alberi
  • Spostarti in automobile anche per brevi tratti
  • Muoverti a piedi e in bicicletta
  • Fare molte escursioni fuori città
  • Fargli/farle usare la mascherina all’esterno
  • Non fargli/farle mangiare verdure coltivate in città
  • Scegliere cibi che arrivano da lontano
  • Avere strade più pulite e lavate più di frequente

Le azioni indicate dai partecipanti alla discussione come le più efficaci sono portare i bambini a giocare in parchi con molti alberi, muoversi a piedi e in bicicletta (evitando di usare l’automobile) , allontanarsi spesso dalla città (per godere l’aria di luoghi meno inquinati), pulire le strade e lavarle più di frequente.

2. A TORINO LA META’ DEGLI SPOSTAMENTI IN AUTOMOBILE è INFERIORE A:

  • 5 km
  • 15 km
  • 30 km
  • 50 km

La convinzione prevalente è che la metà degli spostamenti si collochi tra i 5 e i 15 km.

3. COME DOVREBBE ESSERE LA NOSTRA CITTA’ PER ESSERE MAGGIORMENTE A MISURA DI CHI VUOLE MUOVERSI A PIEDI E IN BICICLETTA?

La discussione, aperta e animata, si è subito incentrata sulle ragioni che i genitori ritengono maggiormente responsabili dell’attuale stato di invivibilità e nocività della città:

Perché non riusciamo a rinunciare all’auto?

Una prima ragione indicata dai partecipanti è stata che andiamo in auto per la ‘comodità’ e per ‘pigrizia’, condizionati come siamo dal fattore tempo.

Cambiare abitudini è sempre difficile, ha notato qualcuno, ma il fattore tempo è emerso come uno dei più importanti perché ciò che è veramente difficile è conciliare le distanze casa-lavoro, casa-scuola, casa- altre varie necessità familiari; e in una città come Torino, dove le scelte politiche amministrative hanno sempre favorito l’uso dell’automobile privata anziché dei mezzi pubblici, la carenza di un servizio pubblico affidabile, ossia rapido, ramificato  e sicuramente frequente, insieme alla pericolosità dell’uso delle bicicletta in mezzo al traffico (e in assenza di una rete completa di piste ciclabili) induce a privilegiare il mezzo che quasi sempre fa risparmiare tempo e sembra il più sicuro e sano.

Ma è proprio vero che l’abitacolo dell’auto ci mette, e mette i nostri bambini al riparo dallo smog?

E come sarebbe possibile per l’amministrazione comunale realizzare un buon sistema integrato di mezzi pubblici e percorsi ciclabili e pedonali che rendesse inutile o addirittura svantaggioso l’uso dell’automobile (con tutto quello che significa in termini di costo economico per la famiglia, salute, sottrazione di spazio pubblico).


STEP 3 – COSA POSSONO AIUTARCI A CAPIRE GLI ESPERTI SU TUTTE QUESTE QUESTIONI E CHE CONSIGLI CI POSSONO DARE?

E’ con queste domande che si è aperto il confronto con gli esperti che facendo riferimento agli studi più aggiornati, hanno commentato le osservazioni fatte e risposto alle domande dei partecipanti al workshop.

La dott.sa Giovanna BERTI, del Dipartimento Epidemiologia e salute Ambientale di ARPA Piemonte, ha evidenziato come l’inquinamento dell’aria sia ormai riconosciuto come una delle cause di una serie di disturbi alla salute dai disturbi respiratori alle problematiche cardio-vascolari. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha recentemente classificato l’inquinamento atmosferico esterno come “cancerogeno per l’uomo”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e conseguentemente l’Unione Europea hanno raccomandato politiche urgenti di contenimento delle emissioni insieme a standard di qualità dell’aria più stringenti. La città risulta dunque essere un fattore di esposizione che chiede ai decisori pubblici interventi di contenimento dell’inquinamento atmosferico e ai cittadini comportamenti più adeguati a tutela della propria salute. Sebbene infatti negli ultimi venti anni le concentrazioni dei principali inquinanti siano scese, come evidenziabile sui siti istituzionali

https://www.arpa.piemonte.it/reporting/indicatori-on_line/componenti-ambientali/aria_particolato-pm10-superamenti-limite-giornaliero

https://www.arpa.piemonte.it/reporting/indicatori-on_line/componenti-ambientali/aria_ozono-media-annua-beni-materiali

(solo per dare alcuni esempi).

Le concentrazioni medie di alcuni inquinanti sono ancora troppo elevate rispetto alla normativa ed agli obiettivi di Qualità dell’aria proposti da OMS alla luce delle evidenze scientifiche accumulate.

All’indirizzo http://www.epiprev.it/pubblicazione/epidemiol-prev-2013-37-4-5-suppl-2 è possibile reperire materiale di documentazione prodotto all’interno del progetto EpiAir sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute.
https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/ambiente-e-salute/dipartimento-tematico/progetti-1/progetto-epiair2

L’arch. Giuseppe Piras,  esperto di mobilità sostenibile, ha evidenziato come spesso esistano delle convinzioni diffuse che non corrispondono alla realtà dei fenomeni, con l’effetto di favorire comportamenti scorretti e di non incentivare invece quelli corretti.

Ad esempio, è diffusa la convinzione che l’inquinamento sia maggiore in estate in quanto stagione secca nella quale generalmente piove di meno; mentre è proprio in inverno che si manifestano i livelli maggiori di inquinamento, soprattutto riguardo alle polveri sottili, anche a causa del fenomeno dell’inversione termica, fenomeno che comporta un riscaldamento dell’aria al salire della quota anziché un raffreddamento.

Questo fenomeno al suolo è riconoscibile visivamente per la formazione, soprattutto nella stagione autunnale-invernale, di uno strato di foschia, caligine o nebbia la cui persistenza è favorita dall’assenza di movimenti verticali delle masse d’aria. Questa situazione è quindi più favorevole all’accumulo di sostanze inquinanti in prossimità dei grandi centri urbani.

Informazioni complete sugli andamenti annuali sono disponibili e facilmente consultabili all’indirizzo:

http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/qualita-aria/dati-qualita-aria/relazioni-annuali

Un’altra questione riguarda la convinzione che sia sufficiente chiudere i finestrini dell’automobile che si muove nel traffico o delle finestre di casa per tenere fuori gli inquinanti. Esistono però numerosi studi scientifici (Pope – 1991, Ostro – 1996, Verhoeff – 1996, Michaels – 2000, Schwartz – 2000) che dimostrano che il ciclista – anche nei percorsi urbani – respira meglio degli automobilisti!

Le ricerche condotte in diverse città nel mondo evidenziano le elevate concentrazioni di sostanze inquinanti all’interno degli abitacoli delle vetture: le quantità di CO sono significativamente maggiori di quelle misurate in altri micro-ambienti o all’esterno delle auto; la concentrazione di benzene all’interno delle autovettura è risultata essere in alcuni studi anche 50 volte rispetto a quella all’esterno. Una ricerca condotta per conto del Ministero dei Trasporti della Nuova Zelanda sui veicoli a motore, arriva a concludere che “le persone che viaggiano in auto sono esposte ai massimi livelli di inquinamento”.
Il ciclista invece respira “più in alto”, può respirare meno aria inquinata scegliendo percorsi più brevi e meno congestionati; può inoltre viaggiare sul lato della strada dove la concentrazione di inquinanti tende a essere inferiore rispetto al centro della carreggiata. Andando in bicicletta infine, il ciclista si mantiene quasi sempre in movimento respirando quindi in zone di massima turbolenza dell’aria e questo evita stratificazioni o concentrazioni di inquinanti. Si è riflettuto molto in merito a come progettare città più a misura di pedoni, allontanando le automobili dal centro e costruendo spazi per la fruizione all’aperto destinata a bambini e adulti. La costruzione di isole verdi è ad esempio fondamentale per abbattere o comunque rigenerare l’aria contenendo i livelli di inquinamento a livello locale e microlocale.

La costruzione di isole verdi compie infatti diverse azioni, tutte positive per la salute, direttamente o indirettamente:

  • crea spazi “più respirabili”
  • contribuisce ad aumentare la possibilità di svolgere attività fisica, mantenendo peso corporeo ottimale e (come raccomandato nel Codice europeo contro il cancro http://cancer-code-europe.iarc.fr/index.php/it/) contribuendo a migliorare l’umore
  • contribuisce a migliorare la sociabilità dei quartieri
  • disincentiva a utilizzo di automobile, dando la possibilità di percorrere a piedi tratti di strada più “sani”.